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Il consiglio comunale di Legnano è stato interrotto bruscamente. La maggioranza ha lasciato l'aula, impedendo la discussione su un caso di presunta "parentopoli". Le opposizioni chiedono trasparenza.

Sospeso consiglio comunale a Legnano

Un'accesa discussione ha interrotto il consiglio comunale di Legnano. La seduta è terminata in modo inaspettato. La maggioranza ha deciso di abbandonare l'aula. Questo ha portato alla sospensione dei lavori per mancanza del numero legale. L'evento ha causato anche l'annullamento di una successiva convocazione prevista per il 14 aprile.

La capogruppo della Lega, Carolina Toia, ha criticato duramente il presidente del Consiglio comunale, Umberto Silvestri. Ha definito le istituzioni come «sequestrate per scopi personali». L'abbandono dell'aula da parte della maggioranza è stato visto come un tentativo di evitare il dibattito.

Accuse di "parentopoli" e mancanza di trasparenza

Carolina Toia ha definito la seduta una «messinscena orchestrata con piglio autoritario». Ha accusato il presidente Silvestri e il sindaco Radice di aver bloccato la discussione. L'obiettivo sarebbe stato impedire di affrontare le interrogazioni sull'assunzione della figlia di Silvestri. Queste assunzioni sono avvenute presso il Comune di Legnano.

Le interrogazioni erano state presentate da Francesco Toia, consigliere comunale e fratello di Carolina. La capogruppo della Lega sostiene che l'abbandono dell'aula fosse un «ordine di scuderia». Lo scopo era evitare risposte su un caso di «Parentopoli».

Toia ha definito la scelta della maggioranza «un atto di arroganza». Ha affermato che questo offende chiunque creda nella «trasparenza». Ha richiesto che le interrogazioni vengano discusse pubblicamente. «Non permetteremo che il sipario cali su questa vicenda», ha dichiarato.

Possibili sviluppi futuri

Nonostante la chiusura anticipata della seduta, la questione non è destinata a concludersi. Altri atti formali richiedono una nuova convocazione del consiglio. Questo offrirà un'ulteriore opportunità per discutere l'assunzione contestata. Le opposizioni intendono comunque perseguire altre vie per ottenere chiarimenti.

La situazione a Legnano evidenzia tensioni politiche significative. Il caso di presunta «parentopoli» ha sollevato dubbi sulla gestione della cosa pubblica. La richiesta di trasparenza da parte delle opposizioni rimane alta.

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