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Un nuovo libro presentato a Lecce esplora l'acufene trasformandolo in un personaggio letterario. L'opera unisce medicina narrativa e ironia per riflettere sul rapporto medico-paziente.

Presentato al Must di Lecce un libro sull'acufene

Un disturbo spesso invisibile ha trovato voce in un'opera letteraria. Il libro si intitola “Cronache di un’amicizia non richiesta”. È stato presentato al Must di Lecce. Un pubblico numeroso ha partecipato all'evento. L'opera è firmata dal dottor Silvano Vitale, otorinolaringoiatra. Collabora con lui la psicologa Viviana Geri.

Il volume si inserisce nel campo della medicina narrativa. Questo approccio è nato negli anni Novanta. Offre nuovi modi per capire il vissuto dei pazienti. L'acufene nel libro diventa un personaggio. Si chiama “Arturo”. È una presenza costante e invadente. Accompagna la protagonista nel suo percorso. Questo viaggio è fatto di smarrimento e accettazione.

La medicina narrativa per comprendere il vissuto

Il professor Andrea Scardicchio dell'Università del Salento ha introdotto il tema. Ha parlato di “patografia”. Questo termine indica il racconto della malattia. La malattia diventa un'esperienza personale. Non si tratta solo di sintomi e diagnosi. È una narrazione che restituisce il peso emotivo. Descrive come una condizione cambia la vita.

La protagonista del romanzo cerca risposte online. Il web però non scioglie i suoi dubbi. Il confronto diretto con il medico porta a una nuova consapevolezza. Il disturbo non scompare. Ma si può comprendere e gestire. “Arturo”, da presenza insopportabile, diventa un compagno. Si impara a convivere con lui.

L'acufene come comportamento del cervello

Il dottor Silvano Vitale ha spiegato l'acufene. Lo definisce “un comportamento erroneo del nostro cervello”. Ha precisato che il libro non ha intenti scientifici. È un racconto. Mira a rendere visibile uno stato d'animo difficile da esprimere. Il dottor Vitale lavora all'Istituto Santa Chiara di Lecce. Questa struttura promuove la prevenzione sanitaria.

La narrazione segue un'evoluzione chiara. Si parte dal catastrofismo. Si arriva gradualmente all'accettazione. Questo avviene grazie al dialogo. È fondamentale la relazione terapeutica. Emerge il tema della medicina umanizzata. Non si limita alla cura. Accompagna il paziente. Accoglie le paure. Restituisce senso e strumenti.

La rielaborazione della sofferenza e l'ascolto

La psicologa Viviana Geri ha sottolineato questo cambio di prospettiva. È necessario rielaborare la sofferenza. Solo così si può guardare avanti. Il neurologo Antonio Leo ha ripreso questo concetto. Ha evidenziato l'importanza dell'ascolto autentico. L'anamnesi deve “sintonizzarsi” con la persona. Bisogna coglierne i bisogni profondi.

Nel libro, questa dinamica è evidente. Più la protagonista cerca di eliminare il disturbo, più questo si amplifica. Momenti di distrazione lo attenuano. Il vicesindaco di Lecce, Roberto Giordano Anguilla, ha salutato l'iniziativa. Ha ringraziato il dottor Vitale per il suo impegno. Ha sottolineato l'importanza dell'umanità nel rapporto medico-paziente.

Letteratura e medicina per raccontare un'esperienza

L'incontro al Must è stato un momento di confronto. Letteratura e medicina si sono intrecciate. Hanno raccontato una patologia. Ma soprattutto un'esperienza di vita. Un racconto che parla a chi vive il disturbo. E a chi si prende cura di loro. L'evento ha dimostrato come la narrazione possa essere uno strumento terapeutico.

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