La Liguria si distingue a Vinitaly 2026 con uno spazio espositivo dedicato ai suoi vini di alta qualità. L'evento celebra la viticoltura eroica e i vitigni autoctoni, promuovendo l'eccellenza del territorio.
Uno stand che evoca il territorio ligure
Lo spazio espositivo della Liguria a Vinitaly 2026 richiama l'architettura dei borghi e i paesaggi della riviera. Questo allestimento è stato finanziato dalla Regione Liguria. Sono stati impiegati fondi europei tramite un piano strategico. Hanno contribuito anche le Camere di commercio delle riviere di Liguria e di Genova. L'associazione Tutti Frutti ha curato la realizzazione.
Si tratta di un investimento condiviso. Esso dimostra la volontà di fare sistema. L'obiettivo è sostenere e promuovere il comparto vitivinicolo. La struttura è interamente realizzata in cartone. Questa scelta sottolinea un'ottica di sostenibilità. Il materiale è riciclabile, in linea con i principi della green economy.
Dieci aziende e viticoltura eroica in mostra
All'interno dello spazio sono presenti dieci aziende liguri. Vi è un'area degustazione con oltre cento etichette. I sommelier Fisar guideranno le degustazioni. Un ricco programma di masterclass è previsto. Tra questi, un evento di Vite in Riviera. Ci saranno anche eventi coordinati dal foodteller Fabio Bongiorni. Il Parco Nazionale delle Cinque Terre è presente con una sezione dedicata. Questa sezione illustra la viticoltura eroica. Vengono valorizzati i muretti a secco, patrimonio Unesco. Essi simboleggiano una tradizione millenaria. Rappresentano anche la tutela del territorio.
L'assessore regionale all'Agricoltura, Alessandro Piana, ha commentato. La vitivinicoltura ligure è uno dei pilastri più autentici dell'agricoltura regionale. In un territorio complesso come quello ligure, nasce un vino che esprime qualità. È espressione di identità e resilienza.
Numeri e vitigni che fanno la differenza
La Liguria conta circa 1.500 ettari vitati. La produzione annua si aggira sui 40-50 mila ettolitri. La regione si distingue per la sua qualità. L'identità dei suoi vini è forte. Questo è possibile grazie a otto denominazioni di origine controllata (Doc). Ci sono anche quattro indicazioni geografiche tipiche (Igt). I vitigni autoctoni sono un punto di forza. Tra questi figurano Vermentino, Pigato, Rossese e Albarola.
Enrico Lupi, presidente della Camera di Commercio Riviere di Liguria, ha aggiunto. La vitivinicoltura è un motore fondamentale per l'agricoltura ligure. Nonostante i numeri contenuti, il sistema produttivo ha raggiunto livelli qualitativi elevatissimi. Questo successo è dovuto al lavoro dei viticoltori. Le condizioni uniche del territorio contribuiscono significativamente.
Domande frequenti sulla viticoltura ligure
Quali sono i principali vitigni autoctoni della Liguria?
I principali vitigni autoctoni della Liguria includono Vermentino, Pigato, Rossese e Albarola, che conferiscono ai vini regionali un carattere distintivo.
Cosa si intende per viticoltura eroica e perché è importante in Liguria?
La viticoltura eroica si riferisce alla coltivazione della vite in condizioni difficili, come i ripidi pendii liguri, spesso sostenuti da muretti a secco. È importante perché preserva il paesaggio, previene l'erosione del suolo e valorizza tradizioni millenarie, oltre a produrre vini di grande carattere.