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Il processo per il crollo del ponte Morandi a Genova, iniziato nel luglio 2022, si avvia alla conclusione. Dopo 280 udienze, la sentenza è attesa entro la fine di luglio.

Avvicinamento alla sentenza del processo Morandi

Si è tenuta l'udienza penultima del processo. Questo procedimento giudiziario riguarda il tragico crollo del ponte Morandi. L'avvio ufficiale delle udienze risale al 7 luglio 2022. Si è svolto presso il tribunale di Genova. Sono state celebrate ben 280 udienze. Questo numero rappresenta un primato nazionale. Si posiziona tra i tre processi più lunghi della storia italiana. Forse solo il maxiprocesso contro la mafia a Palermo lo supera.

Ora ci si avvicina alla decisione finale. Le voci che provengono dalla tensostruttura utilizzata per le udienze suggeriscono una data. Il verdetto potrebbe arrivare entro il mese di luglio. C'è la speranza che possa essere emesso entro fine giugno. Questo coinciderebbe con lo smantellamento della tensostruttura. Tuttavia, questa ipotesi appare difficile da realizzare. Luglio rimane quindi la scadenza più probabile e realistica.

Tempistiche e imputati nel processo Morandi

La data esatta della sentenza verrà comunicata a fine maggio. Sarà il collegio dei giudici a renderla nota. Il collegio è presieduto dal giudice Lepri. Ne fanno parte anche i giudici Baldini e Polidori. È impossibile prevedere l'esito del verdetto. I magistrati hanno richiesto quasi 400 anni di pena complessiva. Le richieste sono state avanzate per i 57 imputati. Tra questi spicca una figura di rilievo. Si tratta dell'ex amministratore delegato di Autostrade per l'Italia, Giovanni Castellucci. Egli è già detenuto nel carcere di Opera, Milano. La sua detenzione è legata alla strage del pullman di Avellino del 2013. Per il crollo del ponte, Castellucci rischia la pena più elevata. La richiesta è di 18 anni e 6 mesi di reclusione.

Accuse e difese nel processo per il crollo del ponte

Il fulcro dell'accusa si basa sul principio di precauzione. La tesi sostenuta è che dopo interventi sulle prime due pile del ponte negli anni '90, si sarebbe dovuto agire anche sulla terza. La pila numero 9 è stata identificata come causa del crollo. Si ipotizza un cedimento dovuto a un foro o alla corrosione sulla sommità. È significativo che questo degrado sia avvenuto nella stessa zona delle altre due pile. Questo dettaglio rafforza la posizione dell'accusa.

Le difese degli imputati puntano su un altro fronte. Sostengono l'impossibilità di individuare il difetto di costruzione. Questo difetto era occulto. È stato scoperto solo dopo il crollo. L'individuazione precisa è avvenuta dopo l'analisi delle macerie. L'avvocato Gebbia, che difende Gabriele Camomilla, ha espresso questo concetto. Camomilla è lo storico responsabile delle manutenzioni di Autostrade per l'Italia. Egli rischia 14 anni di carcere. L'avvocato ha dichiarato: «Non potevamo bucare tutto lo strallo per intercettarlo con il rischio di indebolire la struttura».

Molti imputati hanno adottato una linea difensiva differente. Hanno affermato che la sorveglianza non rientrava nelle loro competenze. Questa argomentazione è stata presentata dai legali dei funzionari e ispettori del MIT. Hanno sottolineato come il monitoraggio fosse responsabilità di Autostrade per l'Italia. Questa distinzione di ruoli è centrale per la difesa.

Ultima udienza e attesa della sentenza

L'ultima udienza è prevista per lunedì 20 aprile. In questa sede, si ascolterà la difesa di Castellucci e dei suoi legali. Castellucci interverrà dal carcere di Opera. Dopo questa udienza, si entrerà nella fase di attesa. L'attesa sarà quella della sentenza definitiva. Il collegio giudicante si ritirerà per deliberare. La conclusione di questo lungo iter giudiziario è vicina.

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