A Forlì, un autista soccorritore indagato per decessi sospetti ha rifiutato un trasferimento in ufficio, insistendo per continuare il suo servizio sulle ambulanze. La decisione è emersa durante un incontro con i colleghi e i vertici della Croce Rossa.
Incontro sulla sicurezza delle ambulanze
Verso la fine dell'estate e l'inizio dell'autunno del 2025, si tenne un incontro cruciale. Parteciparono Luca Spada, alcuni colleghi coinvolti nelle indagini, e i rappresentanti della Croce Rossa di Forlimpopoli-Bertinoro e Forlì. L'argomento centrale erano i numerosi decessi avvenuti sui mezzi di soccorso. Questi eventi avevano sollevato preoccupazioni significative.
Il 27enne autista-soccorritore, Luca Spada, si trova attualmente in carcere. Le accuse a suo carico sono di omicidio pluriaggravato. Queste riguardano decessi sospetti verificatisi tra febbraio e novembre dello stesso anno. La morte di Deanna Mambelli, 85 anni, avvenuta il 25 novembre 2025, è uno dei casi che ha portato al suo arresto.
Statistiche allarmanti e richieste di chiarimento
Le statistiche relative ai trasporti effettuati sulle ambulanze avevano destato allarme. Il procuratore capo Enrico Cieri aveva evidenziato che su 16.000 trasporti in dieci mesi, ben 6 decessi si erano verificati durante il servizio di Luca Spada. Questa cifra non era passata inosservata all'interno della Croce Rossa.
Alcuni colleghi, inclusa la persona che successivamente segnalò la situazione alle autorità, avevano richiesto un incontro. L'obiettivo era discutere quello che percepivano come un problema serio, se non un vero e proprio sospetto. La presenza del responsabile della Croce Rossa di Forlì era necessaria, dato che in un caso di decesso Spada operava per il comitato forlivese.
Il rifiuto di Spada e la sua determinazione
Durante la riunione, a Spada fu chiesto di fare un passo indietro. La proposta era di essere trasferito in un ufficio, allontanandolo temporaneamente dal servizio sulle ambulanze. Questo fino a quando la situazione non si fosse chiarita. Tuttavia, Spada rifiutò categoricamente la proposta. Egli ha sempre sostenuto con fermezza la sua innocenza.
La sua posizione era chiara: «Io in ufficio non ci sto, io sono fatto per stare sulle ambulanze». Questo desiderio di essere d'aiuto nelle emergenze e l'adrenalina del soccorso gli sono sempre stati riconosciuti. Fin da quando aveva 14 anni, Spada prestava servizio come volontario, mostrando una forte vocazione per questo tipo di attività.
Le indagini prendono il via
Nonostante la riunione, non ci furono cambiamenti organizzativi immediati. La sensazione di preoccupazione tra i colleghi di Spada, però, persistette. Una collega decise quindi di segnalare la questione alle autorità, incontrando un carabiniere. Da quella segnalazione nacque l'indagine della Procura. Già all'interno della Croce Rossa, però, alcuni si erano posti delle domande sulla regolarità degli eventi.