Un uomo di 90 anni è stato scagionato dall'accusa di aver provocato la morte della consorte. La corte ha stabilito che il fatto non sussiste, ribaltando la richiesta di condanna a 16 anni.
Processo ad Ancona per decesso sospetto
La Corte di Assise di Ancona ha emesso una sentenza di assoluzione. L'imputato, un uomo di 90 anni, era accusato di aver avvelenato la propria moglie. Il verdetto è giunto dopo un'ora di camera di consiglio. La decisione ha chiuso il procedimento giudiziario.
La Procura aveva richiesto una pena severa. Erano stati chiesti 16 anni di reclusione. La richiesta era per omicidio volontario. L'accusa ipotizzava premeditazione e legame di parentela. Si considerava anche la minorata difesa della vittima.
L'ipotesi dell'avvelenamento negata
L'ipotesi accusatoria si basava sull'uso di nitrito di sodio. Secondo la Procura, il marito avrebbe aggiunto la sostanza. Questa sarebbe stata inserita nelle medicine della moglie. La donna, 81 anni, è deceduta il 24 maggio 2023. Il decesso è avvenuto a Fabriano.
La difesa ha sempre sostenuto l'innocenza dell'uomo. Gli avvocati hanno chiesto l'assoluzione con formula piena. Hanno argomentato che il fatto non sussiste. La Corte ha accolto questa tesi. Ha quindi scagionato completamente l'anziano imputato.
La sentenza e le dichiarazioni
L'imputato, Vincenzo Profili, è un medico di 90 anni. Proveniva da Fabriano per presenziare al processo. È arrivato in tribunale con un mezzo sanitario. Oggi avrebbe dovuto testimoniare. Ha però rinunciato a rendere esame.
La moglie, Daniela Chiorri, aveva 81 anni. La sua morte è avvenuta nel maggio 2023. La sentenza di assoluzione è stata pronunciata oggi. La Corte ha stabilito che non ci sono prove sufficienti. L'accusa di omicidio volontario è caduta.
Il percorso legale e le richieste
Il pubblico ministero Ruggiero Dicuonzo aveva sollecitato la condanna. La richiesta di 16 anni teneva conto di attenuanti. Queste erano considerate prevalenti sulle aggravanti. La difesa, rappresentata dagli avvocati Gianni Marasca e Carlo Angelici, ha lavorato per l'assoluzione.
La Corte di Assise ha valutato attentamente le prove. Ha ascoltato le argomentazioni delle parti. La decisione finale è stata per l'assoluzione. Il principio «il fatto non sussiste» è stato applicato.
La conclusione del caso
Il processo si è concluso con un verdetto di non colpevolezza. L'anziano medico è stato scagionato da ogni accusa. La sua famiglia può tirare un sospiro di sollievo. La giustizia ha fatto il suo corso.
La sentenza ribalta completamente la prospettiva iniziale. L'ipotesi di un omicidio premeditato non ha trovato riscontro. La Corte ha optato per la formula più ampia di assoluzione. Questo chiude un capitolo doloroso per tutti i coinvolti.
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