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Oltre duecento persone hanno partecipato all'inaugurazione della mostra "Pietra Viva" a Villa Campolieto, dedicata all'identità del Vesuvio attraverso l'arte. L'evento ha visto la partecipazione di istituzioni e protagonisti culturali.

Vernissage a Villa Campolieto per "Pietra Viva"

Un folto pubblico ha gremito Villa Campolieto per il vernissage di "Pietra Viva. Memoria e identità del Vesuvio". L'evento si è svolto nel Salone delle Feste, con vista sul mare di Ercolano.

L'esposizione segna un importante progetto artistico. Si focalizza sul legame tra arte contemporanea e l'essenza del territorio vesuviano.

L'incontro, moderato dal curatore Paolo Chiariello, ha visto interventi istituzionali e degli artisti. Il dialogo si è aperto al pubblico presente.

Istituzioni e cultura per il territorio

Ha aperto la serie di interventi l'avvocato Anna Brancaccio. È presidentessa dell'associazione forense In Oltre, promotrice dell'evento.

L'associazione mira a promuovere la cultura locale. «Abbiamo sempre cercato di uscire dalle aule dei tribunali per raccontare il bello e il buono del nostro territorio», ha dichiarato Brancaccio.

«Senza mai smettere di illuminare le criticità e i problemi atavici che ancora lo attraversano», ha aggiunto. «Questa mostra rappresenta esattamente questo spirito: un ponte tra coscienza civile e valorizzazione culturale».

Il Vesuvio come fonte d'ispirazione

Il presidente della Fondazione Ente Ville Vesuviane, Gennaro Miranda, ha sottolineato il ruolo di Villa Campolieto. La villa è un luogo strategico per il dialogo con l'arte moderna.

«La Fondazione è impegnata a mantenere aperti tutti i canali con il presente artistico», ha affermato Miranda. «La mostra di Antonio Carotenuto rappresenta uno dei momenti più alti di questo percorso».

«Dimostrando come Villa Campolieto possa essere un luogo vivo, capace di accogliere e valorizzare esperienze artistiche di grande spessore», ha concluso.

Cultura come leva di sviluppo

L'intervento del presidente dell'Ente Parco Nazionale del Vesuvio, Raffaele De Luca, è stato di forte impatto. Ha evidenziato la cultura come motore di sviluppo.

«Tenere alta l'attenzione su questo territorio significa investire nella cultura», ha detto De Luca. «La comunità vesuviana è straordinaria e ha tutte le potenzialità per essere protagonista anche sotto il profilo culturale».

«Mostre come questa dimostrano che la sinergia tra istituzioni non è solo auspicabile, ma necessaria per preservare e tramandare un patrimonio unico al mondo», ha aggiunto.

Collaborazione istituzionale e legalità

Il vice presidente della Camera dei Deputati, Sergio Costa, ha rimarcato l'importanza della collaborazione. Ha anche sottolineato la gestione efficace delle risorse.

«Quando le istituzioni lavorano insieme e utilizzano bene le risorse, i risultati arrivano», ha affermato Costa. «Questo territorio ha ricevuto investimenti importanti e oggi è fondamentale continuare su questa strada».

«Valorizzando progetti come quello di Carotenuto, che uniscono cultura, identità e sviluppo», ha concluso.

Il procuratore di Torre Annunziata, Nunzio Fragliasso, ha toccato il tema della legalità. Ha definito il Vesuvio un territorio straordinario.

«Non può essere raccontato solo attraverso le sue ombre», ha dichiarato Fragliasso. «È necessario alzare il tasso di moralità e continuare a contrastare con determinazione chi deturpa ambiente e territorio».

«La cultura è uno strumento fondamentale anche in questa battaglia», ha aggiunto.

La pietra lavica nell'arte di Carotenuto

Lo storico e critico d'arte Massimo Bignardi ha offerto una chiave di lettura critica dell'opera. Ha evidenziato il valore della ricerca di Antonio Carotenuto.

«La pietra lavica, nelle mani dell'artista, diventa materia viva, capace di raccontare il tempo, la memoria e l'identità di un intero territorio», ha spiegato Bignardi.

«Non è mai decorazione, ma presenza attiva, corpo e linguaggio», ha concluso.

Il curatore Paolo Chiariello ha posto l'accento sul valore etico e culturale del lavoro dell'artista. «Antonio Carotenuto è un artista che non ha mai inseguito il mercato», ha affermato.

«Ha scelto, con coerenza e rigore, di restare fedele alla propria ricerca, scavando nella pietra viva per raccontare non solo la materia, ma anche le emozioni e le storie che essa custodisce», ha aggiunto.

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