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Le denunce per malattie professionali in Lombardia sono in forte crescita, con particolare impatto sui settori edilizio e manifatturiero. Stress, burnout e disturbi fisici diventano sempre più comuni, ma ottenere il riconoscimento ufficiale rimane una sfida complessa.

Aumento denunce malattie professionali in Lombardia

In Lombardia, le segnalazioni di patologie legate all'attività lavorativa hanno registrato un incremento significativo. Il settore delle costruzioni è particolarmente colpito, con un aumento del 29%. Questo fenomeno è attribuito a diversi fattori. Tra questi figurano gli effetti dei cambiamenti climatici. Anche i materiali impiegati e le condizioni reali nei cantieri contribuiscono all'aggravarsi della situazione.

Altri settori in sofferenza includono il manifatturiero, la logistica e il comparto sociosanitario. In queste aree si osserva una crescita allarmante di casi di burnout e stress correlati all'impiego. Nel corso del 2024, le denunce totali in Lombardia sono state 4.270. Questo dato segna un aumento rispetto alle 3.799 registrate nel 2023, corrispondente a un incremento del 12,4%.

Percorso a ostacoli per il riconoscimento

Ottenere il riconoscimento di una malattia professionale si rivela un percorso arduo. Dei casi denunciati nel 2024, solo 1.828 hanno ottenuto una definizione amministrativa positiva. Questo dato rappresenta il 42,81% del totale. Al contrario, 2.432 denunce hanno avuto esito negativo, pari al 56,96%.

La situazione è ulteriormente complicata dalla marcata disparità territoriale negli esiti dei riconoscimenti. La percentuale di definizioni positive varia notevolmente tra le province. Si passa dal 57,1% di Lecco (80 casi positivi su 140) al più basso 27% registrato a Cremona (53 casi positivi su 196). Questa disomogeneità rende l'ottenimento del riconoscimento un'impresa ancora più difficile per molti lavoratori.

Dati e proposte della CGIL

I dati analizzati dalla CGIL mettono in luce questa difficile realtà. Il sindacato dedica un seminario al tema delle malattie professionali. L'evento si è tenuto presso la Camera del lavoro di Milano. «Le malattie professionali sono una delle emergenze più sottovalutate del lavoro contemporaneo», ha dichiarato Giulio Fossati, segretario CGIL Lombardia.

«Anche di fronte ai continui morti e malati di lavoro, il pieno riconoscimento del ruolo degli Rls e degli Rlst resta ancora incompiuto», ha aggiunto Fossati. La CGIL Lombardia sta investendo nella formazione di queste figure. L'obiettivo è rafforzare le loro competenze e creare una rete di supporto. Questo per evitare che i lavoratori si sentano soli di fronte ai danni subiti.

Nuovi rischi e tecnostress

Le trasformazioni nell'organizzazione del lavoro introducono nuovi rischi. L'avvento dell'intelligenza artificiale può causare disturbi fisici. Questi derivano dalla ripetitività dei compiti e dalla sedentarietà. Emergono anche rischi psicologici significativi. Il tecnostress, l'ansia e il burnout sono sempre più diffusi. Spesso questi disturbi sono aggravati dai ritmi imposti dai sistemi algoritmici.

Il seminario organizzato dalla CGIL mira a riportare il tema al centro del dibattito pubblico. Si intendono inoltre avanzare proposte concrete. L'obiettivo è omogeneizzare le modalità di riconoscimento delle malattie. Si vuole rafforzare il ruolo della rappresentanza sindacale in materia di sicurezza. Migliorare la qualità della valutazione dei rischi è un'altra priorità. Infine, si mira a garantire maggiore tutela ai lavoratori anche dopo il pensionamento.

Tra gli ospiti del seminario era presente l'ex procuratrice aggiunta di Milano, Tiziana Siciliano. Per anni ha coordinato il dipartimento della Procura milanese dedicato alla sicurezza sul lavoro. La sua presenza sottolinea l'importanza della collaborazione tra sindacati e istituzioni per affrontare queste problematiche.

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