La Valcamonica si prepara a diventare Capitale della Cultura 2029 con un ambizioso progetto da 50 milioni di euro. Un celebre architetto, Michele De Lucchi, curerà la progettazione di un nuovo polo espositivo e culturale. Questo centro servirà a valorizzare gli eccezionali reperti archeologici camuni, collegandosi direttamente ai siti di Capo di Ponte e Nadro.
Nuovo polo culturale per i reperti camuni
Il Comune di Ceto ha rilanciato un progetto di valorizzazione culturale. Questo piano era già in programma da tempo. La candidatura della Valcamonica a Capitale della Cultura 2029 ha dato nuovo slancio all'iniziativa. La Regione Lombardia supporta attivamente questa candidatura. La Fondazione Valle dei Segni aveva coordinato il progetto. Tuttavia, sono emerse divergenze e difficoltà operative. Questo ha indebolito il ruolo dell'istituzione presieduta da Ivan Markus. La sindaca di Ceto, Marina Lanzetti, ha deciso di procedere autonomamente. Ha acquisito parte dei finanziamenti e le aree necessarie. L'obiettivo è creare un hub polifunzionale. Questo centro ospiterà mostre, eventi culturali e servizi per i visitatori.
Il nuovo complesso sorgerà nell'area artigianale di Campagnelli, a Nadro. Il Comune ha acquistato un vasto complesso industriale dismesso. L'area, precedentemente di proprietà della Filati Niggeler & Kupfer, copre circa 2 ettari. L'operazione di acquisizione è stata completata con un investimento di 3 milioni di euro. La quotazione è stata inferiore alla perizia di stima. Questo acquisto strategico è fondamentale per il futuro sviluppo culturale del territorio.
Collegamento diretto con i siti archeologici
Il polo espositivo sarà direttamente collegato ai siti archeologici. Un tunnel pedonale sotterraneo unirà la struttura. Sarà presente anche un impianto di ascensore. Questo sarà interamente scavato nella roccia. Collegherà il nuovo hub con il Museo didattico di Nadro. Sarà inoltre collegato alla vicina Riserva delle incisioni rupestri. Questa integrazione garantirà un'esperienza completa ai visitatori. Potranno esplorare i tesori archeologici in modo agevole. La sinergia tra i siti è un punto di forza del progetto.
Finanziamenti e costi del progetto
La sindaca Marina Lanzetti ha assicurato i finanziamenti necessari. Ha sottoscritto protocolli d'intesa con la Comunità Montana e il Bim. Il Comune è stato designato come soggetto attuatore. Le risorse disponibili ammontano a 14 milioni e 600.000 euro. Il primo lotto è finanziato per 10 milioni di euro. Di questi, 7 milioni e 750.000 euro provengono dal Fondo Comuni Confinanti (Fcc). I restanti 2 milioni e 250.000 euro sono finanziati dal Bim. Successivamente, sono stati ottenuti ulteriori 4 milioni e 600.000 euro sempre dal Fcc. L'ente attuatore è stato ratificato dal Comitato Paritetico del Fondo.
Sono in corso interlocuzioni con la Regione e la Comunità Montana per ottenere ulteriori fondi. Il costo totale del progetto è stimato tra i 50 e i 60 milioni di euro. Questo ingente investimento dimostra la volontà di valorizzare appieno il patrimonio culturale della Valcamonica. La ricerca di fondi prosegue attivamente per completare l'ambizioso piano.
L'archistar Michele De Lucchi e il comitato scientifico
La scelta per la progettazione del nuovo hub è ricaduta sull'architetto Michele De Lucchi. È un nome di fama internazionale, definito un'archistar. La sua visione guiderà la creazione del centro culturale. È stato inoltre composto un comitato scientifico. Questo gruppo avrà il compito di definire le linee guida tematiche del nuovo polo museale. Tra i membri spiccano personalità di rilievo. L'archeologo Ausilio Priuli, ideatore dell'Archeopark di Darfo, è uno di questi. Anche l'architetto milanese Giorgio Grassano Genovese fa parte del comitato. È geologo e direttore della Fondazione Valle dei Segni, profondo conoscitore della Valcamonica.
Il primo incontro tra la sindaca Marina Lanzetti e il team di progettisti guidato da Michele De Lucchi si è tenuto in Comune. La sindaca ha espresso gratitudine al presidente della Comunità Montana, Corrado Tomasi. Ha ringraziato anche i sindaci della Media Valle per il loro sostegno. Marina Lanzetti ha sottolineato l'importanza del progetto. Lo considera un investimento cruciale per il futuro di Ceto e dell'intera Media Valle Camonica. L'obiettivo è trasformare le risorse ottenute in opere concrete a beneficio della collettività.
Domande e Risposte
Qual è l'obiettivo principale del progetto nella Valcamonica?
L'obiettivo principale è la valorizzazione dei siti archeologici camuni, in particolare quelli di Capo di Ponte e Nadro, attraverso la creazione di un nuovo polo culturale e la candidatura della Valcamonica a Capitale della Cultura 2029.
Chi è l'architetto incaricato della progettazione del nuovo polo?
L'architetto incaricato della progettazione è Michele De Lucchi, un architetto di fama internazionale noto come archistar.
Qual è il costo stimato del progetto e come viene finanziato?
Il costo totale stimato del progetto è tra i 50 e i 60 milioni di euro. I finanziamenti provengono da diverse fonti, tra cui il Fondo Comuni Confinanti (Fcc), il Bim, la Comunità Montana e la Regione, per un totale attuale di circa 14,6 milioni di euro.
Questa notizia riguarda anche: