La nuova legge urbanistica regionale in Calabria introduce semplificazioni sui cambi di destinazione d'uso, ma l'Ordine degli Architetti solleva preoccupazioni sulla pianificazione e i controlli.
Nuove norme per il territorio calabrese
Le recenti modifiche alla legge urbanistica regionale introducono novità importanti. Queste riguardano principalmente il mutamento di destinazione d'uso degli immobili. Si affronta anche la gestione delle procedure paesaggistiche. L'Ordine degli Architetti PPC della Provincia di Catanzaro ha analizzato questi cambiamenti. La riforma mira a una maggiore flessibilità. Tuttavia, emergono timori per una visione d'insieme delle città.
La nota congiunta del Presidente Eros Corapi e della Responsabile Roberta Aiello evidenzia luci e ombre. Si discute la riforma che punta alla flessibilità. Si teme però un indebolimento della visione d'insieme. Le città potrebbero perdere la loro coerenza strutturale.
L'articolo 57-bis e le zone equipollenti
La novità principale è l'introduzione dell'art. 57-bis. Questa norma permette di cambiare la destinazione d'uso di singole unità immobiliari. I cambi possono avvenire tra residenziale, turistico, produttivo e commerciale. Tutto ciò è possibile anche senza varianti urbanistiche. Il concetto chiave è quello di “zone equipollenti”. La norma si applica non solo a queste zone. Si estende infatti a tutte le aree di fatto urbanizzate.
«Se da un lato questa flessibilità favorisce il riuso del patrimonio esistente», spiegano Corapi e Aiello. «Dall'altro sposta il baricentro del governo del territorio. Non è più il piano (PSC) a stabilire preventivamente le trasformazioni. È la norma a consentirle in via generale. Questo riduce la capacità di indirizzo preventivo dei Comuni.»
Semplificazione e sovraccarico burocratico
L'ampliamento delle possibilità di intervento comporta un aumento del carico burocratico. Gli uffici tecnici si troveranno a gestire più pratiche. L'Ordine evidenzia una criticità organizzativa. La clausola di invarianza finanziaria impone di gestire questo surplus di lavoro senza nuove risorse. In strutture già snelle, come la Provincia o il Comune di Catanzaro, il rischio è il sovraccarico operativo.
A tal proposito, l'Ordine richiama una recente delibera del Comune di Catanzaro. L'Amministrazione cittadina ha stabilito condizioni per ammettere i cambi di destinazione d'uso. È necessario verificare prima il completamento delle opere di urbanizzazione. Bisogna anche accertare la cessione delle aree standard. Questo dimostra come la semplificazione normativa regionale richieda un rafforzamento dei controlli locali. Serve a evitare trasformazioni insostenibili.
Sanzioni e incertezze applicative
Un altro punto delicato riguarda le sanzioni. Si tratta degli interventi realizzati prima dell'apposizione di un vincolo paesaggistico. La norma regionale esclude l'applicazione delle sanzioni pecuniarie previste dal Codice dei Beni Culturali. Questo vale per questi casi specifici. Secondo l'Ordine, questa previsione è comprensibile nel singolo caso. Tuttavia, l'introduzione di deroghe esplicite rischia di generare incertezze applicative. Si crea instabilità in un sistema che dovrebbe essere unitario e rigoroso.
In conclusione, l'Ordine degli Architetti di Catanzaro ribadisce un concetto fondamentale. La semplificazione deve tradursi in chiarezza e qualità. Non deve significare una rinuncia al governo pubblico del territorio. «È fondamentale che l'attuazione della norma sia accompagnata da un rafforzamento della pianificazione comunale e da criteri applicativi certi», conclude la nota.
Collaborazione per il futuro urbano
L'Ordine si dichiara pronto a collaborare con le istituzioni regionali e locali. L'obiettivo è garantire che le nuove opportunità non compromettano la tutela. Si vuole assicurare la sostenibilità urbana della Calabria. La collaborazione è vista come essenziale per un futuro equilibrato. Si punta a un'urbanistica che coniughi sviluppo e salvaguardia.