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Quasi quattordici anni dopo l'omicidio di Filippo Ceravolo, la DDA di Catanzaro ha eseguito 15 arresti. L'operazione mira a fare luce sul clan Loielo e sulla faida che ha colpito il Vibonese.

Omicidio Filippo Ceravolo: 15 arresti nel Vibonese

Una svolta significativa è emersa nelle indagini sull'omicidio di Filippo Ceravolo. La Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro ha notificato ben 15 ordinanze di custodia cautelare. L'operazione, scattata il 15 aprile 2026, ha colpito membri del clan Loielo. Cinque degli arrestati erano già detenuti per altri reati.

Il clan Loielo è ritenuto responsabile di diversi fatti di sangue. Questi episodi si inseriscono nel contesto di una cruenta faida che ha segnato profondamente il territorio del Vibonese. Le indagini hanno ricostruito la tragica sera del 25 ottobre 2012.

La vittima innocente di mafia

Filippo Ceravolo, all'epoca diciannovenne, era un giovane di Soriano Calabro. Non aveva alcun legame con il mondo della criminalità organizzata. Stava tornando a casa dopo aver fatto visita alla sua fidanzata. Aveva accettato un passaggio in auto da Domenico Tassone.

Quest'ultimo è considerato un elemento di spicco del clan rivale Emanuele-Idà. Tassone era stato recentemente arrestato nell'operazione denominata Jerakarni. I sicari, con l'obiettivo di eliminare Tassone, aprirono il fuoco contro l'abitacolo dell'auto. Purtroppo, i proiettili colpirono mortalmente il giovane Filippo.

Lo Stato ha successivamente riconosciuto ufficialmente Filippo Ceravolo come vittima innocente di mafia. Questo riconoscimento sottolinea la sua estraneità al contesto criminale in cui è maturato il suo tragico destino.

La reazione della famiglia e la richiesta di giustizia

Martino Ceravolo, padre della vittima, ha espresso profonda commozione. Trovandosi all'estero al momento della notizia, ha dichiarato ai Carabinieri: «Sono in Svizzera e sto rientrando in Calabria. Dopo tanti anni di battaglia questa è una giornata emozionante».

Il padre ha aggiunto: «Spero che adesso si vada fino in fondo e che per chi ha ucciso Filippo ci sia il fine pena mai». La famiglia Ceravolo non ha mai smesso di chiedere giustizia. Hanno partecipato a manifestazioni pubbliche, mantenendo viva la memoria di Filippo.

La loro azione mira a fungere da monito contro la violenza della ‘ndrangheta. Il procedimento penale proseguirà ora nelle aule di giustizia. L'obiettivo è accertare le responsabilità definitive dei fatti accaduti.

L'operazione della DDA di Catanzaro

L'operazione odierna rappresenta un passo importante. La DDA di Catanzaro ha lavorato per anni per ricostruire i fatti. L'arresto dei 15 presunti affiliati al clan Loielo mira a chiudere un capitolo doloroso per la comunità del Vibonese.

Le indagini hanno permesso di raccogliere elementi probatori significativi. Questi elementi hanno portato all'emissione delle ordinanze di custodia cautelare. Si attende ora l'iter giudiziario per definire le posizioni di ciascun indagato. La speranza è che venga fatta piena luce sull'omicidio di Filippo Ceravolo.

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