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Dieci casi di omicidio a Verona, molti con vittime straniere, rimangono irrisolti. L'elenco inizia nel 1994 e documenta una serie di violenze mortali.

Omicidi a Verona: una scia di sangue

Il bilancio delle vittime di omicidio a Verona ha raggiunto la cifra di dieci. La lista delle persone uccise inizia il 1° marzo 1994. Quel giorno fu ritrovato il corpo di una giovane donna di colore. La sua identità fu accertata alcuni giorni dopo.

Tre settimane più tardi, due ventenni furono arrestati. Furono condannati a 22 anni di carcere per l'omicidio di Brideget Musa. Questo caso segnò l'inizio di una serie di eventi tragici.

Vittime straniere: un triste primato

Tre anni dopo, il 27 dicembre, un'altra donna nigeriana perse la vita. Mercy Oghogho Izevbegie, 23 anni, fu accoltellata a Sona. Si ipotizza un regolamento di conti legato alla prostituzione. La vittima fu trovata ancora viva, ma le ferite agli organi interni furono fatali.

Operata d'urgenza, morì il giorno seguente. Questo evento evidenziava la vulnerabilità di alcune comunità straniere. Le indagini puntarono su ambienti legati allo sfruttamento.

Metodi efferati e indagini complesse

Il 3 giugno 1998, a Peschiera, un'altra giovane donna fu trovata morta. Edo Joy Accan, 22 anni, si prostituiva lungo la Statale 11. Un passante la scoprì in un fosso in località Zalina.

Il suo volto era sfigurato da colpi di pietra. Successivamente, fu ferita a coltellate. Le modalità dell'omicidio suggerivano una particolare crudeltà.

Poco tempo dopo, a Lonato, fu uccisa Vita Pogoriko, ucraina di 20 anni. Fu colpita alla testa e gettata in un fossato. Le modalità erano simili a quelle dell'omicidio della Accan. Le indagini si concentrarono nella zona di Peschiera.

Ventotto coltellate e soffocamento

La violenza non si fermò. La notte del 27 febbraio 2000, Betty Osazee, 21 anni e anch'ella nigeriana, fu uccisa. Ricevette 28 coltellate alla schiena. Fu gettata in una vigna a Castelnuovo.

Morì per asfissia, poiché i fendenti avevano perforato i polmoni. L'anno seguente, il 20 settembre, operai trovarono il corpo di Vasilita Aider. La donna, moldava di 26 anni, giaceva in via Festara a Bussolengo.

Era morta per soffocamento. Le erano stati infilati fazzoletti di carta in bocca fino a impedirle di respirare. La sua maglietta era arrotolata sopra la vita.

Strangolamento e una strage

Il 5 marzo 2004, in un appartamento a Borgo Venezia, fu rinvenuto il cadavere di Luciana Lino de Jesus. Era nuda, avvolta in una coperta, e strangolata con un foulard. L'omicidio avvenne in camera da letto.

Il 21 febbraio 2005, una tragica strage scosse la zona della Croce Bianca. Galyna Shafranek fu uccisa da Andrea Arrigoni, un investigatore privato. Arrigoni uccise anche due agenti di polizia, Davide Turazza e Giuseppe Cimarrusti, intervenuti sul posto.

Nello stesso contesto, fu uccisa Venetita Niacsu, 46 anni, romena. Fu picchiata a morte dietro un distributore lungo la Regionale 11. Le indagini portarono a un sospettato, indicato con le iniziali A.V..

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