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La Regione Lazio organizza un incontro con altre regioni italiane per creare un fronte comune contro la crisi del settore automotive. L'obiettivo è tutelare i lavoratori e le aziende dell'indotto, nonostante le rassicurazioni ricevute da Stellantis.

Crisi automotive, un fronte comune tra regioni

La Regione Lazio sta promuovendo un'iniziativa congiunta. L'obiettivo è creare un fronte unito a livello nazionale. Questo per affrontare la grave crisi che sta colpendo il settore automotive. La vicepresidente e assessora allo Sviluppo economico, Roberta Angelilli, ha definito il confronto con i sindacati sullo stabilimento Stellantis di Cassino «molto costruttivo».

Tutte le regioni partecipanti hanno espresso forte preoccupazione. Nonostante gli impegni passati verso Cassino, la produzione di Stellantis è diminuita drasticamente. Per questo motivo, è stato convocato un tavolo per il prossimo venerdì. Vi parteciperanno tutte le regioni italiane con stabilimenti nel settore automotive, non solo quelle con siti Stellantis.

L'intenzione è fare sentire una voce unica e forte. Questa voce rappresenterà l'intero comparto industriale italiano. La determinazione a creare un fronte comune è alta. L'iniziativa mira a rafforzare la posizione negoziale del settore a livello nazionale.

Preoccupazione per l'indotto e rassicurazioni

La situazione dell'indotto è stata definita una vera e propria emergenza. Roberta Angelilli ha sottolineato questo aspetto cruciale. Nei tavoli nazionali dedicati a Stellantis, l'azienda ribadisce costantemente. L'Italia è considerata un paese strategico. Non ci sarebbero intenzioni di chiudere stabilimenti o di procedere con licenziamenti.

Formalmente, vengono quindi ricevute rassicurazioni. Tuttavia, la realtà dei fatti mostra un calo continuo della produzione. Questo scenario genera una profonda preoccupazione tra gli addetti ai lavori e le istituzioni. La discrepanza tra le dichiarazioni aziendali e i dati produttivi è evidente.

La Regione Lazio, insieme alle altre, monitora attentamente la situazione. Si cerca di comprendere le reali intenzioni di Stellantis. L'obiettivo primario resta la salvaguardia dei livelli occupazionali e produttivi.

Ammortizzatori sociali e tutela dei lavoratori

Lo Stato sta dimostrando un forte impegno. Questo si concretizza attraverso l'erogazione di ammortizzatori sociali. Roberta Angelilli ha evidenziato questo punto. È previsto un ulteriore tavolo di confronto. Questo sarà dedicato specificamente agli ammortizzatori sociali per l'indotto. Diverse aziende dell'indotto si trovano in una situazione critica.

Alcune di queste realtà sono vicine alla chiusura. La necessità di interventi urgenti è quindi manifesta. La tutela dei lavoratori in queste aziende è una priorità assoluta. Si cercano soluzioni immediate per evitare licenziamenti di massa.

Per quanto riguarda i lavoratori dello stabilimento Stellantis di Cassino, la situazione è delicata. Gli ammortizzatori sociali attuali scadranno il 27 aprile 2026. L'assessore al Lavoro della Regione Lazio, Alessandro Calvi, ha spiegato che si punta al rinnovo per un altro anno.

All'interno del gruppo Stellantis, aziende come Trasnova, Teknoservice e Logitech hanno avviato procedure di licenziamento collettivo. Queste riguardano complessivamente 45 lavoratori. Le aziende hanno comunicato il mancato accordo con i sindacati il 31 marzo 2026. Alessandro Calvi si è impegnato personalmente. Intende portare avanti un confronto per tutelare questi lavoratori. Ha espresso la convinzione che, con una buona «cabina di regia», si potranno arginare le problematiche principali.

Domande e Risposte

Cosa è stato discusso al tavolo interregionale sulla crisi automotive?
Al tavolo interregionale si è discusso della crisi del settore automotive, con l'obiettivo di creare un fronte comune tra le regioni italiane per affrontare le problematiche legate alla riduzione della produzione e alla tutela dei lavoratori e dell'indotto, in particolare per quanto riguarda lo stabilimento Stellantis di Cassino.

Quali sono le principali preoccupazioni per i lavoratori dell'indotto Stellantis?
Le principali preoccupazioni riguardano il rischio di chiusura di alcune aziende dell'indotto e la possibilità di licenziamenti collettivi, come nel caso di Trasnova, Teknoservice e Logitech, che hanno comunicato il mancato accordo con i sindacati e una procedura di licenziamento per 45 lavoratori.

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