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Il musicologo Guido Barbieri ha presentato a Cagliari una nuova interpretazione di 'Così fan tutte', sottolineando la sua profondità filosofica al di là della comicità. L'opera di Mozart viene analizzata come la meno 'buffa' della trilogia con Da Ponte, evidenziando temi di vacuità e impermanenza.

Analisi inedita dell'opera di Mozart

La stagione lirica del Teatro Lirico di Cagliari prosegue con un appuntamento speciale. Venerdì 17 aprile alle 20:00 andrà in scena 'Così fan tutte' di Mozart. Le repliche sono previste per il 18 (ore 19), il 19 (ore 17) e il 21 e 22 aprile (ore 20). La direzione musicale è affidata ad Alessandro De Marchi.

Il noto storico della musica e drammaturgo Guido Barbieri ha offerto al pubblico una lettura inedita dell'opera. L'incontro si è tenuto presso il Carmen Melis. Barbieri ha svelato l'anima filosofica celata dietro la farsa.

'Così fan tutte': più riflessione che farsa

«Contrariamente a quanto il Novecento teatrale ha autorizzato», ha spiegato Barbieri, «l'idea di 'Così fan tutte' come opera buffa o comica è errata. In realtà, è la meno buffa in apparenza e sostanza della trilogia Mozart-Da Ponte». Questa trilogia include anche 'Le nozze di Figaro' e 'Don Giovanni'.

Sotto la superficie degli stereotipi e delle maschere, si cela una profonda riflessione filosofica. I temi trattati sono la vacuità e l'impermanenza delle cose umane. Questa visione è molto più profonda rispetto a quella che considera l'opera una semplice variazione sull'infedeltà.

Personaggi e inganni: un gioco di specchi

Per Barbieri, questo aspetto emerge chiaramente dall'intreccio tra le due coppie di amanti. Si tratta di Guglielmo e Fiordiligi, e Ferrando e Dorabella. «Dai caratteri di questi personaggi si evince come queste coppie sono male assortite», ha osservato l'esperto musicale.

Guglielmo è estroverso e brillante. Fiordiligi è invece una creatura tormentata e indecisa. Ferrando è sognatore, dubbioso e utopista. Dorabella è estroversa e pronta a cedere al nuovo. Questi caratteri appaiono speculari ma rovesciati.

Attraverso il travestimento e l'inganno ordito da Don Alfonso, si scopre un paradosso. Le «unioni giuste» nascono paradossalmente dalla finzione. Tuttavia, il ritorno finale allo status quo costringe i personaggi a rientrare in coppie incompatibili. Questo evidenzia la distanza tra l'idealità metafisica dell'amore e la realtà sociale.

Modernità e malinconia nell'opera

Barbieri ha poi sottolineato il legame dell'opera con la cronaca reale. La trama si basa infatti su un fatto realmente accaduto. Questo evento fu riportato dalle cronache nella seconda metà del Settecento a Napoli.

«Questo legame con la realtà rappresenta un'importante petizione di carattere estetico e mostra un segno di modernità», ha aggiunto. L'essenza della modernità dell'opera risiede nella simmetria. Si tratta di un gioco geometrico di specchi tra i sei personaggi.

Ciò che resta allo spettatore è un profondo senso di struggente malinconia. Il ritorno all'ordine simboleggia la rinuncia alla vita, alla vitalità, alla realtà. Ci si adegua a un reticolo di convenzioni sociali, non a quelle della vita reale.

L'emblema musicale dell'opera, ha concluso, è il meraviglioso terzetto «Soave sia il vento». Questo brano esprime una profondissima e infinita nostalgia. Al termine di questo «viaggio di formazione», i quattro giovani protagonisti non sono più gli stessi. Hanno abbandonato la giovinezza per entrare nell'età adulta. Questo avviene attraverso l'esperienza della perdita, del distacco e della disillusione.

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