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Stefano Tomasoni, giornalista vicentino, ha scritto un nuovo romanzo noir intitolato "I delitti dell’undici undici". L'opera esplora temi di vendetta e giustizia attraverso una trama complessa che mescola realtà e finzione. La presentazione si terrà a Schio.

Nuovo romanzo di Stefano Tomasoni a Schio

Il giornalista e scrittore Stefano Tomasoni, noto per i suoi scritti di attualità locale, ha pubblicato un nuovo lavoro letterario. Il libro, intitolato «I delitti dell’undici undici», promette una narrazione avvincente. L'autore, classe 1961, ha già al suo attivo diverse pubblicazioni. La sua esperienza lavorativa presso Confindustria e ora al GdV, dove si occupa di economia, traspare nella precisione dei dettagli. Il romanzo si distingue per un inedito gusto per il genere noir. La scrittura è arricchita da particolari che richiamano i verbali delle questure. Questo conferisce alla lettura un tono intrigante e una notevole verosimiglianza. La trama segue una catena di esecuzioni premeditate. Il protagonista, Teo Panebianco, si trova a indagare su una serie di omicidi. Il suo obiettivo è risalire a una matrice comune attraverso date e coincidenze significative. Il suo percorso investigativo lo porterà in luoghi diversi. Tra questi figurano Merano, la Slovenia, l'Islanda e la Germania. Il tutto è collegato al gemellaggio tra Schio e la città bavarese di Landshut, attivo dal 1981.

Trama incentrata sulla vendetta e la giustizia

La storia prende avvio con un delitto efferato che sconvolge la città di Schio. La vittima è un piccolo imprenditore di Brugine. Viene trovato senza vita all'interno della Fabbrica Alta, un importante sito di archeologia industriale. L'omicidio presenta dettagli macabri, come l'acido versato sui genitali del defunto. La vittima viene anche colpita con una mazza. Il suo corpo viene trasportato sul luogo del ritrovamento, quasi fosse un messaggio. La narrazione è ambientata in un futuro prossimo, precisamente l'11 novembre 2026. Il caso viene seguito dal caposervizio del GdV, Diego Neri, e dalla collaboratrice Daria Zonta. Anche il sindaco di Schio, Cristina Marigo, esprime lo sgomento generale. Il romanzo, di 292 pagine edito da Piazza Editore, esplora la complessità della vendetta. Tomasoni si è ispirato anche a «Il Conte di Montecristo» di Dumas. L'autore si interroga sulla natura del male e sulla possibilità di redenzione. Si chiede se i carnefici di ieri possano essere cambiati nel tempo. La trama si sviluppa tra gli anni Ottanta e la contemporaneità. Personaggi che un tempo compivano atti spregevoli sono ora persone comuni. Molti di loro si dedicano ad attività benefiche, avendo apparentemente sepolto il loro passato. Le vittime, invece, portano un marchio indelebile. Questo condiziona ogni loro gesto e offusca la loro mente. Il libro solleva interrogativi profondi. «Questo libro cerca di rispondere ad una domanda», afferma Tomasoni. «Quando il tempo cancella il confine tra vittima e colpevole?». La vendetta, nel romanzo, può colpire persone che non esistono più. Oltre al protagonista Teo Panebianco, figura anche Donato Soranzo. Quest'ultimo è un poliziotto che agisce come investigatore privato. Sarà lui a pronunciare un discorso chiave sul tema della vendetta. «Forse la verità è che abbiamo tutti qualcosa o qualcuno cui vorremmo vendicarci», dice Soranzo. «Che non riusciamo a perdonare, forse siamo tutti potenzialmente vittime e carnefici. Ci vorrebbe un pulsante per cancellare i dolori della vita ogni dieci anni. Invece c’è chi si porta dietro il suo odio per sempre, lo accumula e lo ingigantisce, e finisce per scaricarlo quando è troppo tardi».

Presentazione del libro all'ex lanificio Conte

La presentazione ufficiale di «I delitti dell’undici undici» si terrà giovedì 16 alle 20:30 presso l'ex lanificio Conte. L'evento offrirà l'opportunità di incontrare l'autore e approfondire i temi trattati nel romanzo. Tomasoni, con la sua penna affilata, riesce a creare un'atmosfera carica di suspense. La narrazione intreccia elementi di cronaca nera con riflessioni psicologiche sui personaggi. La storia culmina in una verità orribile e inaspettata. Questa verità collegherà cinque persone, partendo dalle due vittime della notte giovanile di violenza. Il romanzo esplora le conseguenze a lungo termine di traumi passati. La vendetta diventa il motore di eventi tragici. Tomasoni lavora con cura sui profili psicologici dei suoi personaggi. Il libro invita i lettori a riflettere sulla natura della colpa e del perdono. La scelta di ambientare parte della vicenda a Schio, con i suoi richiami storici e industriali, aggiunge un ulteriore livello di profondità. La Fabbrica Alta diventa un simbolo potente. Rappresenta un passato industriale che ritorna a influenzare il presente. La presentazione sarà un momento importante per la comunità locale. Permetterà di scoprire un nuovo capitolo della produzione letteraria di Stefano Tomasoni. L'autore dimostra ancora una volta la sua versatilità. Passa con disinvoltura dalla cronaca all'indagine nel profondo animo umano. La sua capacità di creare trame complesse e personaggi memorabili lo conferma come una voce importante nel panorama letterario attuale.

Domande frequenti

Chi è Stefano Tomasoni?

Stefano Tomasoni è un giornalista e scrittore italiano, classe 1961. Lavora per Il Giornale di Vicenza (GdV), occupandosi di economia. Ha precedentemente lavorato nell'ufficio comunicazione di Confindustria. È autore di tre romanzi e diversi libri di attualità locale.

Di cosa parla il romanzo "I delitti dell’undici undici"?

Il romanzo «I delitti dell’undici undici» narra la storia di Teo Panebianco, un investigatore che indaga su una serie di omicidi efferati. La trama, ambientata nell'11 novembre 2026, ruota attorno al tema della vendetta. Esplora come traumi passati possano portare a conseguenze tragiche nel presente, mescolando elementi di cronaca nera e riflessioni psicologiche.

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