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Indagine Gdf a Brescia su presunte truffe nel settore idraulico. Due persone indagate per truffa ed estorsione ai danni di anziani e disabili. Sequestrati beni per circa 200mila euro.

Truffe idrauliche a persone fragili

Un'indagine della Guardia di Finanza di Brescia ha svelato un presunto schema fraudolento nel settore degli interventi idraulici urgenti. L'operazione ha portato al sequestro preventivo di beni per circa 200mila euro in contanti. È stato inoltre sequestrato un Suv. I beni sono stati confiscati per sproporzione rispetto ai redditi dichiarati.

I destinatari del provvedimento sono una coppia. I due risultano indagati nell'ambito dell'inchiesta. Sono accusati a vario titolo di truffa e estorsione aggravata. Sono coinvolti anche reati di malversazione di erogazioni pubbliche e autoriciclaggio. L'indagine è partita da diverse denunce. Le segnalazioni sono giunte tra le province di Brescia e Mantova. Le vittime erano principalmente anziani e persone con disabilità.

Preventivi ingannevoli e conti salati

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, il meccanismo fraudolento iniziava con richieste telefoniche. Queste riguardavano interventi idraulici domestici urgenti. Esempi comuni includevano problemi agli scarichi ostruiti. Alle vittime veniva poi fatto firmare un modulo. Questo documento era privo di qualsiasi indicazione sui costi effettivi dell'intervento. L'inganno si completava solo in un secondo momento.

I presunti truffatori richiedevano pagamenti molto più elevati. Le cifre variavano tra i 600 e i 1.000 euro. Questo avveniva a fronte di preventivi iniziali comunicati telefonicamente. In alcuni casi, questi preventivi si attestavano tra i 50 e i 150 euro. La differenza tra il preventivo dichiarato e il conto finale era quindi notevole.

Minacce e azioni legali per ottenere pagamenti

In diverse circostanze, le richieste economiche esorbitanti erano accompagnate da minacce. Queste miravano a ottenere il pagamento delle somme richieste. Venivano paventate azioni legali per presunti danni inesistenti. Gli indagati avrebbero inviato diffide formali alle vittime. In alcuni casi, si sarebbe anche fatto ricorso a decreti ingiuntivi. Lo scopo era forzare il pagamento delle fatture gonfiate.

L'indagine ha inoltre fatto emergere una presunta irregolarità. Questa riguardava un finanziamento. Il finanziamento ammontava a 109mila euro. Era garantito con fondi pubblici destinati alle piccole e medie imprese. Gli inquirenti sospettano che la somma non sia stata utilizzata per gli scopi dichiarati. Sarebbe stata invece impiegata in operazioni immobiliari speculative.

Accertamenti patrimoniali e sequestro

Gli accertamenti patrimoniali effettuati dalla Guardia di Finanza sono stati determinanti. Hanno evidenziato una significativa sproporzione. Questa riguardava la differenza tra i redditi dichiarati dagli indagati e le loro disponibilità economiche. La differenza superava i 400mila euro. Tale discrepanza è stata la base giuridica per il provvedimento di sequestro preventivo.

Il sequestro ha colpito sia denaro contante che un veicolo di lusso. L'obiettivo è recuperare i profitti derivanti dalle presunte attività illecite. L'inchiesta mira a fare piena luce sull'accaduto. Si intende tutelare le fasce più deboli della popolazione da simili raggiri. La Guardia di Finanza continua le indagini per accertare eventuali ulteriori responsabilità.

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