L'economia bresciana affronta una potenziale perdita di 2 miliardi di euro a causa delle crescenti tensioni geopolitiche nel Golfo. La situazione economica globale, già fragile, rischia un ulteriore peggioramento.
Impatto delle tensioni globali sull'economia locale
La minaccia di stagflazione e recessione incombe sull'Italia e sull'Europa. Le conseguenze del conflitto tra Stati Uniti e Iran si estendono alle rotte commerciali mondiali. La chiusura dello Stretto di Hormuz rappresenta un primo grave impatto economico. Questi effetti iniziano a farsi sentire anche nel territorio bresciano. Si teme che questa sia solo l'inizio di una crisi più ampia.
La delicata situazione è stata al centro dell'ultimo incontro di «Scenari & Tendenze». Questo osservatorio congiunturale è nato per iniziativa del Comitato Piccola Industria e dei Giovani Imprenditori di Confindustria Brescia. Durante l'evento sono stati analizzati i primi effetti del nuovo fronte bellico globale. L'analisi ha evidenziato le potenziali ripercussioni sull'economia locale.
Analisi dei flussi commerciali a rischio
Le previsioni sul PIL globale per il 2025 indicavano una crescita del 2,8%. Prima della guerra nel Golfo, si ipotizzava un rallentamento al 2,6%. Questo era dovuto principalmente alla frenata della Cina, prevista al +4,4%. Gli Stati Uniti avrebbero dovuto crescere del 2,2%. L'Europa era stimata a +1%.
La guerra ha stravolto queste previsioni. Nonostante i grandi istituti non si siano ancora sbilanciati, si profila una tendenza generale al ribasso. La durata del conflitto sarà cruciale. Gli impatti sulle rotte commerciali e sulle infrastrutture determineranno l'entità del danno. L'economia globale potrebbe subire un rallentamento significativo.
Secondo il Centro Studi di Confindustria Brescia, i flussi commerciali a rischio ammontano a 2,095 miliardi di euro per il territorio bresciano. Questo dato emerge in caso di allargamento delle tensioni allo stretto di Bab el-Mandeb. Nello specifico, si parla di 832 milioni di euro di export e 1,263 miliardi di importazioni. A ciò si aggiungono i dazi USA. Questi hanno già causato un calo del 4,8% delle vendite oltre confine tra il 2024 e il 2025. La nuova minaccia globale rischia di impattare violentemente sull'economia.
Scenari economici e inflazione
L'analisi presentata da Andrea Beretta Zanoni dell'Università di Verona evidenzia il rischio maggiore legato all'inflazione. Si aggiungono i timori per l'approvvigionamento globale di molte materie prime. Questa eventualità si sta già verificando negli ultimi giorni. Gli analisti hanno elaborato diversi scenari per le materie prime energetiche.
Questi scenari dipendono dall'andamento della guerra. In particolare, dalla gestione dello stretto di Hormuz. Secondo gli economisti di Goldman Sachs, un aumento del petrolio a 100 dollari al barile porterebbe a un innalzamento dell'inflazione globale dello 0,7%. I pesi saranno diversi nelle varie aree geografiche. L'impatto sull'inflazione potrebbe essere significativo.
L'andamento della curva dei rendimenti segnala un aumento delle probabilità di scenari con stagflazione. Sia i rendimenti a breve che a lungo termine stanno salendo. La crescita dei primi riflette un cambiamento nelle aspettative sulle scelte delle banche centrali. L'aumento dell'inflazione potrebbe costringere a rivedere le politiche monetarie. Si prospettano possibili approcci restrittivi, come evidenziato da Beretta Zanoni. La salita dei rendimenti a lungo termine sconta anche i timori sulla sostenibilità dei deficit pubblici in espansione. Questo timore è collegato ai rischi di stagnazione dell'economia globale. L'indice di probabilità di recessione di Morgan Stanley si è avvicinato alla soglia del 50%.
Lezioni dal passato e nuova normalità
In vent'anni di «Scenari & Tendenze», si sono già vissuti quattro shock con impatti significativi sul sistema economico globale. Tra questi: il fallimento di Lehman Brothers nel 2008. Poi la crisi del debito sovrano nel 2011. Il Covid nel 2020 e il post-Covid. La guerra in Ucraina nel 2022. Ora si potrebbe essere entrati in una nuova fase. Alcuni la definiscono il "Primo conflitto globale".
Secondo alcuni analisti, questa potrebbe essere la nuova normalità. La capacità di adattamento delle imprese sarà fondamentale. La gestione della crisi richiederà strategie innovative. Le lezioni apprese dagli eventi passati saranno cruciali. La resilienza economica del territorio bresciano sarà messa alla prova.