I costi di benzina e gasolio in Italia, inclusa l'Umbria, non riflettono il calo del prezzo del greggio. L'Unione Consumatori denuncia speculazioni e chiede interventi normativi.
Carburanti, prezzi in controtendenza in Italia
Il prezzo del petrolio greggio continua a diminuire sui mercati internazionali. Tuttavia, questa tendenza non si riflette ancora sui prezzi dei carburanti alla pompa in Italia. La situazione appare frammentata e con ritardi ingiustificati.
Le quotazioni del greggio sono scese sotto la soglia dei 100 dollari al barile. Nonostante ciò, i consumatori italiani continuano a pagare prezzi elevati per benzina e gasolio. Si osservano aumenti localizzati, definiti «a macchia di leopardo».
Questi rincari avvengono anche in presenza di una tregua in Medio Oriente. La discrepanza tra il costo del greggio e quello alla pompa preoccupa i cittadini.
Unione Consumatori: «Serve una legge contro le speculazioni»
L'Unione Nazionale Consumatori (Unc) ha analizzato la situazione dei prezzi dei carburanti. Il presidente Massimiliano Dona ha espresso forte disappunto. Ha definito inefficace la recente convocazione del Ministro Urso.
«La moral suasion non porta risultati concreti», ha dichiarato Dona. Ha definito «incredibile» la situazione di aumenti in alcune zone. Questo avviene mentre il petrolio è in calo.
L'associazione chiede una modifica della legge. L'obiettivo è contrastare le speculazioni sui prezzi dei carburanti. I dati analizzati si basano sulle medie regionali fornite dal Mimit.
Analisi dei prezzi: il gasolio
L'analisi dei prezzi in modalità self-service rivela una divisione del Paese. Per quanto riguarda il gasolio, l'Abruzzo ha registrato l'aumento maggiore nelle ultime 24 ore. Si parla di 20 centesimi in più per un pieno da 50 litri.
Seguono la Sicilia con un aumento di 10 centesimi. La Basilicata e la rete autostradale registrano un +5 centesimi. La Liguria si distingue positivamente. Offre un risparmio di 85 centesimi a rifornimento rispetto al giorno precedente.
L'Umbria si posiziona all'ottavo posto. Ha registrato un calo di 10 centesimi. Questo dato la rende una delle regioni più virtuose per il gasolio.
Analisi dei prezzi: la benzina
Sul fronte della benzina, la situazione è leggermente diversa. La Valle d'Aosta è l'unica regione a registrare un aumento. In Molise i prezzi sono stabili.
Il maggior risparmio si osserva in Lombardia e sulla rete autostradale. Qui un pieno costa 30 centesimi in meno rispetto a 24 ore fa.
L'Umbria si colloca al terzo posto per il risparmio sulla benzina. Ha visto una diminuzione di 0,5 centesimi.
Le province più care: Bolzano e Sicilia
I valori assoluti dei prezzi rimangono preoccupanti. Per il gasolio, la provincia di Bolzano presenta i costi più elevati. Il prezzo raggiunge 2,209 euro al litro. Le autostrade seguono con 2,204 euro.
La Sicilia registra un primato negativo. Supera per la prima volta i 2,2 euro al litro, attestandosi a 2,201 euro. Le Marche risultano la regione più economica per il diesel.
Anche per la benzina, le posizioni di vertice per i prezzi alti sono confermate. Bolzano guida la classifica con 1,824 euro al litro. Seguono le autostrade (1,823 euro) e la Sicilia (1,811 euro).
Il Veneto è la regione più conveniente per chi utilizza auto a benzina. La sensazione generale è che la diminuzione dei prezzi internazionali rimanga, per ora, solo teorica.