La Direzione Distrettuale Antimafia di Bari ha richiesto il processo per tre individui sospettati dell'omicidio di Danilo Abiuso, avvenuto nel 2003. L'indagine riaperta ha identificato i presunti esecutori materiali e il mandante, legando il delitto a una faida mafiosa.
Omicidio Abiuso: richiesta di processo per tre persone
La Dda di Bari ha presentato una richiesta formale per il rinvio a giudizio. L'accusa riguarda tre persone ritenute responsabili dell'omicidio di Danilo Abiuso. Il giovane, di soli 22 anni, fu ucciso a Valenzano, in provincia di Bari. L'evento risale alla sera del 14 novembre 2003. La vittima era considerata vicina al clan mafioso Strisciuglio.
Questo tragico evento era rimasto irrisolto per oltre 22 anni. Le indagini sono state riaperte lo scorso febbraio. I Carabinieri, coordinati dal pubblico ministero Domenico Minardi, hanno identificato i presunti autori. Si tratterebbe di Luigi Guglielmi, Giovanni Partipilo e Francesco Luigi Frasca. Questi sarebbero gli esecutori materiali del delitto.
Per Guglielmi e Partipilo sono scattate le manette. Attualmente si trovano detenuti. Per Frasca, invece, il giudice per le indagini preliminari non ha disposto misure cautelari. Non sono state ritenute sussistenti le esigenze di custodia in carcere.
Udienza preliminare e dettagli del delitto
L'udienza preliminare è stata fissata per il prossimo 5 maggio. Si svolgerà davanti al giudice per l'udienza preliminare, Giuseppe De Salvatore. Tutti e tre gli imputati sono considerati gli esecutori materiali dell'omicidio. Luigi Guglielmi è anche ritenuto il mandante dell'omicidio.
La sera del delitto, Abiuso si trovava in macchina. Stava parlando al telefono con una ragazza. Fu avvicinato da un commando armato. Ricevette almeno otto colpi di pistola. Gli imputati devono rispondere di omicidio volontario.
L'accusa è aggravata da diversi elementi. Tra questi figurano la premeditazione, l'uso del metodo mafioso e la minorata difesa della vittima. La dinamica del delitto, secondo gli inquirenti, si inserisce in una più ampia faida. Questa era in corso tra i clan rivali Di Cosola e Strisciuglio.
La faida tra clan e le testimonianze chiave
Le indagini hanno ricostruito una serie di eventi che precedono l'omicidio. Tre anni prima, il 21 settembre 2000, Abiuso avrebbe fatto parte di un commando. Questo gruppo è ritenuto responsabile del ferimento all'addome di Luigi Guglielmi. La motivazione di tale agguato sembra essere legata all'interesse di un membro del commando per la moglie di Guglielmi. All'epoca, Guglielmi apparteneva al clan Strisciuglio.
Successivamente, il 2 ottobre 2003, nel quartiere Carbonara di Bari, fu ucciso Gaetano Marchitelli. La vittima morì colpito da un proiettile vagante, un errore fatale. Tra gli assassini di Marchitelli figuravano Partipilo e Frasca.
Il giorno dopo l'omicidio di Marchitelli, la sorella sedicenne di Guglielmi subì un brutale pestaggio. A compierlo fu un esponente del clan Strisciuglio. La violenza sarebbe scaturita da alcune rivelazioni fatte da lei in ambienti criminali sul delitto Marchitelli. A seguito di questo grave episodio, Guglielmi decise di passare dalla parte dei Di Cosola. Con questi ultimi aveva legami familiari. La sua intenzione era anche quella di vendicare l'agguato subito tre anni prima.
Le testimonianze di collaboratori di giustizia si sono rivelate fondamentali. Hanno permesso di ricostruire la complessa dinamica degli eventi. Le indagini sono state riaperte su sollecitazione dei familiari di Abiuso. I genitori, il fratello e la sorella della vittima sono estranei alle dinamiche criminali. Sono stati assistiti dall'avvocato Roberto Loizzo.
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