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La realizzazione della galleria Trisungo ad Arquata è a rischio. Oltre 72 operai potrebbero finire in cassa integrazione a causa di ritardi nei pagamenti e della mancata approvazione di una variante tecnica. Il sindaco Franchi lancia l'allarme per evitare ulteriori disagi a un territorio già provato.

Stop ai lavori galleria Trisungo

La comunità di Arquata del Tronto, in provincia di Ascoli Piceno, esprime forte preoccupazione. Il sindaco Michele Franchi ha lanciato un appello urgente. Si teme un nuovo blocco dei lavori per la galleria Trisungo. L'opera si trova lungo la strada statale 4 Salaria.

Questo allarme non è isolato. Altri sindaci della zona condividono la stessa ansia. La situazione è emersa dopo un incontro tra i rappresentanti sindacali e l'impresa che ha in appalto i lavori.

Operai a rischio cassa integrazione

Già il giorno precedente, i sindacati Fillea Cgil, Feneal Uil e Filca Cisl di Ascoli avevano lanciato un grido d'allarme. Dal 20 aprile 2026, più di 72 operai altamente specializzati rischiano la Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria. La sospensione potrebbe durare per 13 settimane.

Le ragioni di questa grave criticità sono molteplici. Si segnalano ritardi nei pagamenti per circa 13 milioni di euro. Questi fondi si riferiscono a lavori già completati. Inoltre, manca ancora l'approvazione di una variante tecnica. Questa modifica è considerata essenziale per poter proseguire con l'avanzamento dei lavori.

Sindaco Franchi chiede soluzioni rapide

Il primo cittadino di Arquata ha sottolineato la stanchezza del territorio. I residenti sopportano da anni disagi legati alla viabilità e ai cantieri. L'opera è quasi completata, con lavori che hanno raggiunto circa l'80% del totale.

Fermare tutto ora significherebbe allungare ulteriormente i tempi. Si creerebbero così nuovi e inaccettabili problemi per la comunità. Il sindaco Franchi ribadisce la necessità di una soluzione condivisa. Le parti coinvolte sono Anas e l'azienda appaltatrice.

«Abbiamo ascoltato tutte le parti interessate», ha dichiarato Michele Franchi. «Tutti si sono detti disponibili a trovare una soluzione. Spero che questa disponibilità non sia solo una tattica per guadagnare tempo. Saremo molto vigili. Vogliamo assicurarci che i lavori riprendano immediatamente e con la massima celerità», ha aggiunto il sindaco.

Un territorio segnato da ritardi

Dietro questa vicenda si percepisce la profonda stanchezza di una popolazione. Sono passati dieci anni dal terremoto del 2016. Da allora, i cittadini continuano a convivere con infrastrutture incomplete e un'incertezza quotidiana.

La rete viaria rimane una questione fondamentale. È cruciale per chi vive e lavora nelle aree montane. Queste zone sono già segnate da lunghi anni di disagi e attese per il completamento delle opere pubbliche.

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