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Il sindacato Fim Cisl segnala gravi ritardi negli investimenti promessi da Beko per i siti marchigiani di Fabriano e Comunanza. La situazione preoccupa i lavoratori e mette a rischio la competitività aziendale.

Ritardi negli investimenti Beko Marche

La Fim Cisl esprime forte preoccupazione per i ritardi accumulati da Beko. Questi riguardano gli investimenti previsti per i siti produttivi di Fabriano e Comunanza. La situazione è stata discussa ieri ad Ancona. L'incontro si è tenuto nella sede della Cisl Marche. Era presente il coordinamento Fim Cisl Beko Marche. Ha partecipato anche il Segretario Nazionale Massimiliano Nobis.

Solo una minima parte dei fondi è stata impegnata. Si parla di quasi 90 milioni di euro. Questi erano destinati ai poli produttivi di Melano e Comunanza. Includevano anche il centro direzionale di Fabriano. Il piano di investimenti copriva il triennio 2025-2027. Questa è la dura constatazione emersa dall'incontro.

Accordo disatteso e preoccupazione dei lavoratori

L'accordo quadro era stato firmato nell'aprile 2025. Prevedeva investimenti specifici. Questi miravano all'innovazione tecnologica. Si puntava allo sviluppo di nuovi prodotti. Era inclusa la sostenibilità ambientale. Questi elementi erano considerati cruciali. Servivano al rilancio e alla competitività dei siti. Si tratta degli ex stabilimenti Whirlpool nelle Marche.

Secondo i sindacati, gli impegni presi non sono stati rispettati. La preoccupazione è palpabile. Riguarda chi lavora quotidianamente sui propri posti. Si teme per il futuro industriale dell'azienda. La situazione attuale minaccia la competitività. Rischia anche la stabilità occupazionale. Senza investimenti adeguati, Beko non può competere. Il divario con i gruppi asiatici e cinesi rimane alto.

Sono state segnalate carenze nella manutenzione ordinaria. Gli interventi sugli stabilimenti sono insufficienti. Questo aumenta il senso di insicurezza tra i dipendenti. Un esempio concreto è il ritardo nell'installazione dei pannelli solari. Si tratta di un investimento strategico. Dovrebbe migliorare l'efficienza energetica. La sua realizzazione non dovrebbe dipendere dall'andamento delle vendite.

Richiesta di intervento al Mimit

Se questi interventi non vengono effettuati, le fabbriche non possono modernizzarsi. Non possono nemmeno ridurre i costi operativi. La direzione di Beko Italia deve agire. È fondamentale che si presenti al prossimo incontro. L'appuntamento è fissato per il 28 aprile. Si terrà presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit).

La richiesta è chiara. La direzione deve presentare un piano di intervento. Questo piano deve rispettare l'accordo quadro. L'accordo del 14 aprile 2025 mirava a valorizzare i siti italiani. Dovevano acquisire un ruolo strategico in Beko Europe e a livello globale. La nota sindacale ricorda un aspetto dell'accordo già applicato. Si tratta degli esuberi. Nelle Marche hanno riguardato 270 posizioni lavorative. I tagli hanno interessato sia Fabriano che Comunanza.

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