Il sindaco di Camini, Giuseppe Alfarano, ha rassegnato le dimissioni per l'impossibilità di gestire l'emergenza cani randagi. Si sente abbandonato dalle istituzioni, ricevendo un unico supporto dal collega Gianmario Zanga di Albano Sant'Alessandro.
Sindaco calabrese denuncia abbandono istituzionale
Giuseppe Alfarano, primo cittadino di Camini, piccolo centro in provincia di Reggio Calabria, ha deciso di lasciare la carica. La sua scelta è motivata dall'insostenibile situazione legata al randagismo. Alfarano si è sentito completamente abbandonato dalle istituzioni preposte alla gestione del problema.
La sua decisione arriva dopo quasi dieci anni di amministrazione. La gravità del rischio per la pubblica incolumità è diventata ormai ingestibile. La responsabilità primaria nella gestione dei cani randagi ricade sui Comuni. Questi devono sostenere costi significativi per il recupero, il trasporto e il ricovero in strutture specializzate.
Costi insostenibili per un piccolo comune
I rimborsi per il mantenimento dei cani nei canili possono raggiungere i 4,50 euro al giorno per ogni animale. Per un comune con meno di 800 abitanti, come Camini, questi costi diventano insostenibili. L'amministrazione comunale ha cercato di affrontare l'emergenza con dedizione.
Grazie alla collaborazione con l'associazione 'Anime randagie di Bovalino' e altre realtà locali, sono stati recuperati, curati e dati in adozione numerosi cani. Un supporto fondamentale è arrivato dal sindaco di Albano Sant'Alessandro, Gianmario Zanga. Quest'ultimo ha sostenuto il comune calabrese inviando cibo e medicinali per gli animali.
Nonostante questi sforzi, la pressione del fenomeno è aumentata a livelli non più gestibili. La lettera di dimissioni di Alfarano denuncia apertamente la situazione di abbandono istituzionale.
Un'amicizia nata dalla solidarietà
La notizia delle dimissioni ha sorpreso anche Gianmario Zanga. I due primi cittadini sono entrati in contatto nel 2021. Zanga venne a conoscenza del progetto di accoglienza del Ministero che aveva portato giovani nel comune calabrese per contrastare lo spopolamento. Incuriosito, contattò Alfarano tramite email istituzionale.
Inizialmente, Zanga inviò una muta di maglie per il campetto da calcio del paese. Successivamente, venuto a conoscenza del problema del randagismo, iniziò a inviare periodicamente cibo per cani. I due si sono incontrati di persona nel 2022 durante l'Assemblea nazionale Anci a Bergamo.
Da quell'incontro è nata un'amicizia. Zanga ha potuto conoscere una realtà economica molto diversa dalla sua. I due sindaci si sono confrontati spesso negli ultimi quattro anni e mezzo. Zanga esprime rammarico per l'epilogo, definendo Alfarano una persona cara.
Silenzio istituzionale e azioni concrete
Il sindaco Alfarano ha dichiarato di essersi rivolto a diversi enti per ottenere supporto. Tra questi, la Regione Calabria, l'onorevole Michela Vittoria Brembilla, consiglieri regionali, la Città Metropolitana di Reggio Calabria e la rete nazionale dei Sindaci d'Italia. Ha riscontrato, tuttavia, un assoluto silenzio istituzionale.
Il Comune di Camini si trova nell'impossibilità oggettiva di stipulare convenzioni con canili. La mancanza di risorse finanziarie impedisce la copertura delle spese obbligatorie per legge. Attualmente, Alfarano e il vicesindaco gestiscono personalmente sette cani. Questi animali sono custoditi in un'area di stallo provvisoria.
Operano in totale solitudine, sostituendosi alle autorità competenti. Recentemente, è stato accertato un grave atto doloso: il taglio della catena di sicurezza di un cane di grossa taglia. Questo atto configura un rischio imminente per la sicurezza dei cittadini. Alfarano è quotidianamente oggetto di aggressioni verbali e pressioni dalla cittadinanza.
Nonostante ciò, è l'unico a intervenire concretamente per la tutela del territorio, a fronte della latitanza degli enti sovracomunali. Per questi motivi, ha preso una decisione irrevocabile.
Dimissioni immediate per garantire la sicurezza
Alfarano ha dichiarato di non poter più garantire la custodia degli animali né la sicurezza pubblica. Questo è dovuto all'inerzia degli enti preposti e al blocco finanziario dell'Ente. La responsabilità per eventuali danni a persone o cose ricadrà esclusivamente sugli organi silenti e inadempienti.
Pertanto, rassegna le dimissioni con effetto immediato. La situazione a Camini evidenzia criticità nella gestione del randagismo e nella collaborazione tra enti locali e regionali. L'unico aiuto concreto è arrivato da un collega sindaco, dimostrando un forte senso di solidarietà.
Le persone hanno chiesto anche:
Quali sono le responsabilità dei comuni nella gestione dei cani randagi?
Come si può affrontare l'emergenza randagismo con risorse limitate?
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