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L'attrice Lucia Ocone riflette sulla maternità, sfatando il mito dell'egoismo per le donne senza figli. Racconta anche il suo percorso terapeutico per superare la 'sindrome di Wonder Woman'.

Gli esordi televisivi e la carriera da imitatrice

La carriera televisiva di Lucia Ocone è iniziata nel 1992. Il suo debutto avvenne con la trasmissione "Bulli e pupe". Questo programma era uno spin-off estivo di "Non è la Rai". Da quel momento, ha intrapreso un percorso inaspettato. È diventata una nota imitatrice.

L'attrice ha confessato di non aver mai immaginato una carriera in televisione. "Non è la Rai" le sembrava un'esperienza divertente. Ricorda di essersi recata con un'amica da Albano Laziale. Lì ha avuto l'opportunità di imitare Anna Marchesini. Il regista Gianni Boncompagni le affidò uno spazio dedicato alla divinazione. Non seguiva un copione prestabilito. Si basava sulle associazioni di idee, come ha rivelato a Leggo.

La visione della maternità e le scelte di vita

Oltre ai retroscena sulla sua carriera, Lucia Ocone ha sempre espresso con chiarezza le sue opinioni su temi personali. Tra questi, spicca la sua visione della maternità. Ha messo in discussione i pregiudizi sociali. Già otto anni fa, in un'intervista a Vanity Fair, aveva affermato: "Perché una donna che a quarant'anni non ha una famiglia deve essere considerata una fallita?".

Ha criticato la cultura che limita il ruolo femminile a quello di moglie e madre. "È una cultura primitiva", ha sottolineato. Ha evidenziato come molte sue coetanee, come lei, siano felici e realizzate pur non avendo un marito o figli. Ha invitato a riflettere prima di giudicare le scelte altrui. Ha ribadito che esistono sempre motivazioni profonde dietro queste decisioni.

Il percorso di terapia e la sindrome di Wonder Woman

Accanto alle sue certezze, la comica ha condiviso anche la sua vulnerabilità. Ha parlato del suo percorso di terapia. Questo percorso l'ha aiutata a esplorare il proprio mondo interiore. Lo ha descritto come un "viaggio faticoso e bellissimo". Ha spiegato che spesso si crede di conoscersi, ma la realtà è diversa.

Attualmente, sta lavorando per superare la cosiddetta "sindrome di Wonder Woman". Lo ha confidato alla rivista F. Questa sindrome si manifesta con la necessità di avere tutto sotto controllo. Si cerca di anticipare gli eventi per assicurarsi che tutto vada per il meglio. Il suo obiettivo è liberarsi da questa pressione costante.

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